Se Roma fosse il mondo del Mago di Oz la strega dell’Est sarebbe immigrata. Di quattro megaperiferie (Nord, Ovest, Sud ed Est) soltanto orientale è davvero multirazziale. Ciò premesso unico usuraio che conosco lo conobbi estati fa al Pigneto. Si chiamava Mario ed era, dunque, un cravattaro. Suo mestiere era quello di riscuotere dai banchi del mercato e dai negozi di quella che oggi è l’isola pedonale al sabato prima della chiusura. In quel momento con le borse della spesa mi trovavo in osteria lì davanti e bevevo vino bianco sfuso con mio fidanzato. Non era posto trendy. L’oste ascoltava ad alto volume Radio Radicale. A un paio di avventori mancavano i denti davanti. Al terzo bicchiere attaccai bottone con un vecchio sdentato. Discuteva con donna di mezza età di acqua di colonia. Tra i loro amici un ragazzino di colore e una scozzese sudicia più del suo cane. Quando l’oste spense la radio e abbassò la saracinesca attraversammo la strada a zig zag fino a un bar. Ovvio che il vecchio aveva recitato in Accattone. La donna invece aveva avuto due mariti di cui uno americano e ora aveva giovane amante che era appunto il cravattaro. Questi era sopraggiunto insieme a due africani. Lo ricordo di bell’aspetto ma per niente rassicurante con figli e moglie a carico che gelosa invano gli telefonava.