solopostinpiedi ha chiesto: a seguire sull’educazione e altri turbamenti. condivido le tue perplessità sul concetto di educazione, ma restringerei l’indagine alle istituzioni educative dentro (famiglia) e fuori (scuola). tralasciando per sfinimento la querelle des anciens et des modernes delle famiglie, prendiamo la scuola. perché, se affido l’utilitaria al meccanico, il braccio rotto al medico, quando lascio il figlio al suo omologo adulto e laureato, quello come me lo rende? riparatto? fasciato? la risposta è educato?
Il fatto è che l’educazione è un concetto relativo. P. es. per la nonna di bambina significa salutare, ringraziare, non gesticolare (cosa che invece piace tanto alle maestre), sapere stare in società, parlare le lingue o almeno l’inglese, viaggiare, amministrare il denaro ecc. Per me invece è una specie di corso-base di sopravvivenza: non molto di più che imparare a mangiare per conto proprio, a camminare per conto proprio, a parlare per conto proprio; il resto è giusto che lo facciano la personalità, il gioco tra i diversi modelli educativi (ne abbiamo già tre: la mamma, la nonna, la maestra ma poi p. es. ci sono gli amici, quelli che capitano e quelli che si scelgono) e l’amore (per me è il più potente mezzo di educazione).