Un bouquet commestibile. Cfr. Remodelista

Andare al mare vestiti come per andare al fiume. Cfr. Kinfolk

Il trucco per cucinare al volo un piatto delizioso e intanto svuotare il frigo. Cfr. Food52

Q

Anonymous asked:

Ho appena trovato questo blog e pensato a lei. Nourishing minimalism Alessia

A

Fa proprio al caso mio. Grazie!

Smartphone e bambini

Prendo spunto dalla tua risposta a Eloisa per aderire all’iniziativa “meno smartphone in presenza del tuo bambino”. Io non ci riesco, confesso che mi piace scorrere la home di Facebook o di Twitter e confesso anche che non riesco ancora a divertirmi molto a giocare con mia figlia, anche se ormai ha 5 anni e che quindi tendo a distrarmi col telefono. Però, ogni volta che vedo una mamma che guarda a lungo lo smartphone ai giardini mentre sua figlia gioca da sola mi viene tristezza (e un gran senso di colpa, visto che quella mamma sono - anche - io). Cercherò di migliorare. Un abbraccio. Elena

benritrovata

non sapevo di questa tua svolta no waste! approvo e ti seguo. non avevo mai pensato che le mie scelte potessero diventare un vero progetto. (hai visto il documentario “No impact man”?)

eloisa

Grazie, Eloisa! Non ho visto No impact man, forse dovrei leggere il libro (mi affascina soprattutto la parte delle litigate tra coniugi, se c’è: confesso che l’ultima volta che ho pianto è stato per i rifiuti), ma sono ammirata per tutte le testimonianze che trovo sui blog e soprattutto su Instagram (da Zero waste home, anche su Instagram, a Fort Negrita, a Discardia, a tante persone che anche senza farne un blog o un libro raccontano con le fotografie la ricerca di un modo di vivere più civile). Dunque, sarei curiosa di conoscere meglio anche la tua. Uno dei tuoi propositi, quello di non intrattenersi con lo smatphone davanti ai bambini, allo stesso modo in cui non si fumerebbe davanti a loro, l’ho fatto mio (anche se certo non sono ancora riuscita a metterlo in pratica come vorrei…).

La ricetta (semplicissima) per farsi un caffé al cardamomo. Cfr. Kinfolk

Casomai decideste di aprire una panetteria (io ci sto pensando): ecco un’idea industrial chic dal decimo arrondissement di Parigi. Cfr. http://www.remodelista.com/posts/liberte-a-bakery-with-a-new-aesthetic-paris

Superfood

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Il cibo ormai è un’ossessione per tutti: non so voi ma io non ho il tempo nemmeno di linkare non dico di leggere ogni ricetta - sempre ben fotografata, quasi sempre opera di una donna attraente che abita un mondo fatto di farmer’s market variopinti e pallide cucine ornate solo di mason jar - in cui mi imbatto ogni minuto su internet. Epperò, vi dirò, ora che ne ho lette a migliaia posso dire che non tutto è così originale. Se il cibo oggi più che mai è un’ossessione, i più ossessionati di tutti sono quelli che pretendono di cucinare piatti deliziosi per quanto è possibile senza carne, latte, formaggi, zucchero, soia, glutine, nonché qualsiasi prodotto industriale o contenente additivi chimici. Sono superchef di superfood, reperito ovviamente solo nei mercati locali e in qualche negozietto biologico. Ce ne sono a ogni angolo del mondo, sono spesso donne, io ne seguo alcune, non tutte sono fondamentaliste, spesso raccontano di un passato di disordini alimentari (io direi piuttosto: di ordinaria alimentazione) o di disturbi che le hanno spinte a questa scelta, qualcuna mangia il pesce, qualcuna è vegetariana e usa occasionalmente uova o latte, qualcuna è vegana o persino crudista, però questa è la tendenza. Vivono nella provincia americana, in Canada, ma anche in Olanda o in Danimarca, a Londra come (almeno in parte) Gwyneth Paltrow, che con il suo ultimo libro è diventata la più nota esponente di questo genere, ma anche in Italia, forse. Usano gli stessi strani ingredienti: olio vergine di cocco, ghee, semi di lino e di chia, radici di ogni tipo, germogli, spirulina, quinoa, amaranto, crema di sesamo o di mandorle, quintali di anacardi. Anche le ricette, bellissime come le autrici, dopo un po’ sono quelle, o al massimo una variazione sul tema. La base della pizza fatta con il cavolfiore tritato invece della farina: provata, non è male come immaginereste. I noodles fatti con le zucchine tagliate sottilissime: chi l’avrebbe detto? Squisiti. Il latte di mandorla preparato in casa: buono, anche se non sono mai riuscita a capire bene come riutilizzare tutti quei residui di mandorle (un po’ li ho mangiati sul pane, un po’ li ho congelati ma alla fine erano evidentemente troppi). Formaggio di anacardi: ok. Il cavolo riccio massaggiato: ancora non ho trovato il cavolo giusto. Tutti gli smoothies: non sono ancora riuscita a ritagliarmi quei 15-30 minuti per prepararli (e consumarli). Burger di lupini: sto ancora lottando con un barattolone che ho tenuto a bagno per giorni e poi ho amorevolmente dimenticato in frigo. In mezzo ci sono chili di granola (per colazione), muffin con la farina di mandorle o di cocco più la banana o le patate dolci (a volte riusciti benone ma sempre indicati come ufo dalle bambine e le loro amiche), burger di fagioli neri (veramente impressionanti), vinaigrette con le quali ho imparato a condire le più insormontabili montagne di cereali, semi, verdure che ogni sera anche noi terrestri qui al Flaminio abbiamo per cena. A ogni modo, per gli appassionati del genere Superfood cucinato da donna attraente tra un farmer’s market e qualche mason jar come me, riepilogherò gli indirizzi (occhio soprattutto ai video su Youtube).

From London: deliciouslyella.com (anche su Youtube)

From Sweden/Denmark: www.greenkitchenstories.com (anche su Youtube)

From Canada/Denmark: http://www.mynewroots.org/site/ (anche su Youtube)

From Usa-Tennessee: http://nutritionstripped.com/

From Usa-Northern California: http://theforestfeast.com/ (anche su Youtube)

From Canada: http://ohsheglows.com/

From Sweden: http://www.earthsprout.com/

Gwyneth Paltrow: solo l’ultimo libro (il blog è più eterogeneo)

[Continua]