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Martedi’ 31 gennaio 2012. Giornata grigia (secondo termometro e’ meno fredda di ieri anche se donna a mezzo servizio e il meteo da ieri profetizzano freddo dalla Siberia).

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Lunedi’ 30 gennaio 2012. Giornata di sole (termometro dice 3 gradi ma io mi fido dei termometri ancora meno di quanto mi fido delle bilance). Abolizione del valore legale del titolo di studio: se deve significare che tutti i laureati sono uguali in concorso pubblico, solo non sono più ammissibili limiti in base al voto di laurea, come proponeva il ministro Patroni Griffi oggi alla radio, io sono contraria. Abolizione del valore legale del titolo di studio è misura di per sé paradossale che a occhio e croce funziona solo se é radicale: accesso al concorso pubblico completamente a prescindere dal titolo di studio perché è solo nel concorso che avviene la valutazione, solo così si premiano veramente il merito, la competenza o come li volete chiamare e non a maggior ragione il mero parcheggio all’università (chiamo così la laurea della media degli studenti italiani, una media di fuoricorso, e non certo perché lavoratori, senza nemmeno la scriminante, non dico dell’ateneo, ma nemmeno del voto). Epperò non sono d’accordo neppure con il viceministro Martone: primo perché ho un pregiudizio nei confronti di quei “secchioni” (per stare alla sua elegante dicotomia, secchioni vs. sfigati) che avendo un padre alto magistrato (o avvocato generale) riescono ad aprire le porte della carriera universitaria (al Centrosud è una parabola regolare; non metto in dubbio le capacità del viceministro, ci mancherebbe, ma a parità di capacità, e talvolta pure in disparità, le porte si aprono per certi secchioni e non per altri); secondo perché i veri “sfigati” sono quei laureati a ventitré anni o anche meno, magari con il massimo dei voti, che però all’uscita dall’università italiana si trovano del tutto impreparati al mondo del lavoro (avete mai provato a fare l’avvocato a ventitré anni dopo una laurea con lode in giurisprudenza? Io sì e vi assicuro che il segretario diplomato dello studio legale era molto più bravo di me, e forse anche del titolare: è per lui, per il segretario diplomato, che va aperto un eventuale concorso alla Corte dei conti e non certo per i laureati con il minimo dei voti). Ciò detto, non credo nemmeno che l’università italiana sia la peggiore del mondo, e tantomeno d’Europa, viceversa non mi spiego tutta questa fuga di cervelli: com’é che il risultato di questo disastro, come si evince da certi servizi di Iacona e compagni, all’estero è così richiesto, valorizzato, benpagato o persino superpagato? O è falsa la disastrosa premessa o sono falsi i servizi di Iacona e compagni oppure è una via di mezzo (questo, del resto, è il paese delle vie di mezzo).

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Venerdì 27 gennaio 2012. Giornata di sole e sciopero. Letto un blog di mamma di quattro figli dai cinque anni in giù e per quanto ella sia intelligente e autoironica devo dire che mi è parso un incubo. Breve riassunto: tre maschi vivaci di cui il più piccolo giustamente geloso dell’ultima nata, marito trascurato, fisico sfatto, alimentazione sballata, grosse spese al supermercato, ritmi da regime militare, lavoro necessariamente free lance, automobile, attività sportive per tre, feste di compleanno nei posti più impensati (pare non esistano più le feste di compleanno in casa; io ovviamente quelle due che ho fatto di rigore a casa, sempre che si possano definire feste quelle in agosto per una decina di superstiti agostani; ma le farei a casa anche per cento persone: qual è il rischio? che la casa cada a pezzi? vivaddio! a voi non dà un po’ fastidio che la vostra casa vi sopravviva?). Insomma, quattro figli mi sembrano un numero perfetto, ma anche se potessi non potrei. Ovvero, potrei a patto di avere una collaboratrice domestica fissa più sostituta nei festivi e nelle ferie, lavoro, scuole e varie attività raggiungibili comodamente a piedi, amici con prole (invece buona parte dei miei più cari amici non ha figli e io non voglio diventare una di quei genitori che hanno come amici solo i genitori degli amici dei loro figli), una casa di villeggiatura in posto chic ma tranquillo e a portata di mano, un nonno o una nonna capace di dare una mano sporadicamente (i nonni per me dovrebbero fare i nonni e non le tate o, addirittura, i genitori in seconda), uno stipendio sufficiente a viziare me e loro, nonché la possibilità di passare almeno settimanalmente del tempo speciale con ognuno (padre compreso): insomma, un po’ troppe condizioni.

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Giovedì 26 gennaio 2012. Giornata di sole e vento. Stanchezza: sono un po’ stanca.

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Mercoledi’ 25 gennaio 2012. Giornata di sole. Venuta a trovarci nonna di bambina in versione Re Magi con in dono dolci e rustici nonche’ una poltrona. Preparato altra ricetta di Unocookbook, una vellutata di zucca con cocco e semi tostati, molto speciale. Ascoltato su Ted il discorso di Alain de Botton sull’Ateismo 2.0 e mi pare abbastanza sopravvalutato (fidanzato lo definisce ne’ piu’ ne’ meno che un “ateo devoto” e gli rimprovera di non avere compreso che le prassi religiose, che lui vorrebbe importare nell’ateismo, spesso sono inscindibili dalla dottrina, che lui ovviamente da ateo non condivide).

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solopostinpiedi ha chiesto: a seguire sull’educazione e altri turbamenti. condivido le tue perplessità sul concetto di educazione, ma restringerei l’indagine alle istituzioni educative dentro (famiglia) e fuori (scuola). tralasciando per sfinimento la querelle des anciens et des modernes delle famiglie, prendiamo la scuola. perché, se affido l’utilitaria al meccanico, il braccio rotto al medico, quando lascio il figlio al suo omologo adulto e laureato, quello come me lo rende? riparatto? fasciato? la risposta è educato?

Il fatto è che l’educazione è un concetto relativo. P. es. per la nonna di bambina significa salutare, ringraziare, non gesticolare (cosa che invece piace tanto alle maestre), sapere stare in società, parlare le lingue o almeno l’inglese, viaggiare, amministrare il denaro ecc. Per me invece è una specie di corso-base di sopravvivenza: non molto di più che imparare a mangiare per conto proprio, a camminare per conto proprio, a parlare per conto proprio; il resto è giusto che lo facciano la personalità, il gioco tra i diversi modelli educativi (ne abbiamo già tre: la mamma, la nonna, la maestra ma poi p. es. ci sono gli amici, quelli che capitano e quelli che si scelgono) e l’amore (per me è il più potente mezzo di educazione).

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Martedì 24 gennaio 2012. Giornata grigia (tono del grigio: decorazione a forma di pecora). Prima che mi dimentichi: ho provato una ricetta di Unocookbook, i fagottini di cavolo rosso, ed è venuta davvero bene. Oggi ne provo altre perché ho il sospetto di avere trovato proprio il ricettario che fa per me con piatti vegani ben spiegati, ben presentati e soprattutto squisiti e non punitivi come quelli che faccio di solito e che si trovano su libri e altri blog. Per il resto oggi ho perso un paio d’ore da Prènatal per cercare di spendere il buono che mi hanno regalato per Pandolfina. Fatto sta che non capirò mai come si fa a vendere tutine di jeans per neonati, riempirle in ogni caso di scritte o fantasie, insistere su certi punti di rosa ecc. Sono riuscita, in parte, nell’impresa comprando calzine bianche, mutande bianche, magliette bianche con l’incrocio, golfini bianchi, cuffiette bianche, mezze tutine bianche per circa metà del buono. Per fortuna che ero in anticipo di due ore essendomi svegliata presto dopo avere sognato per tutta la notte di dovere salvare i passeggeri della Costa Concordia.

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Lunedi’ 23 gennaio 2012. Giornata grigia (di scirocco). Continuo a chiedermi come faro’ con bambina quando arrivera’ altra bambina: p. es. quando di sera ci addormentiamo insieme sul divano (roba che Sos Tata mi manderebbe in Siberia) o quando passiamo mattinate in bicicletta e pomeriggi a disegnare o cucinare. Bambina dice che a quel punto a lei ci pensera’ il papa’ mentre la mamma si occupera’ della sorellina, e puo’ darsi che sia come dice lei, piu’ semplice a farsi che a dirsi come tutto quello che concerne l’avere figli (o, nel suo caso, sorelle). Eppero’ io sono primogenita e non posso dire di non avere sofferto per la nascita della mia seconda sorella (per la nascita della terza invece no). Quanto al papa’ al momento e’ molto concentrato sulla casa. Sua citazione preferita e’ Luciano Rispoli che alla domanda: “Come vorrebbe che venisse definita la sua casa?”, risponde: “La casa di una persona perbene”. Attenzione pero’, osserva fidanzato, “la casa di una persona perbene” non e’ come dire “la casa di persone perbene”: nel primo caso si pone l’accento sull’integrita’ morale del padrone di casa nel secondo caso solo sulla posizione sociale della famiglia che vi abita.

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Anonimo ha chiesto: Gentile Robba, l'ha visto il tumblr "unocookbook"? Non sono in alcun modo affiliata al sito, ho solo pensato che avrebbe potuto trovarlo interessante. Elisabetta

Grazie Elisabetta! Non lo conoscevo e, a occhio e croce, mi piace moltissimo. Oggi provo gli involtini di cavolo rosso, per cominciare.

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Domenica 22 gennaio 2012. Giornata grigia, fredda e umida. Trascorso mattina di ieri prima in bicicletta per spese con bambina (passeggiato con prozio di bambina, incontrato per caso, comprato fiori, tovagliette all’americana e una bacchetta magica) e poi il pomeriggio in esplorazione del quartiere Flaminio che in questo periodo compie 100 anni. Preso il gelato da Neve di latte (Via Poletti, alle spalle del Maxxi, vicino al capolinea del tram 2) e, non essendo il tipo che mangia gelati, devo ammettere che e’ buono, delicato, non turistico. Trovato poco distante un negozio che vende tappeti turchi patchwork di vecchi kilim e tappeti che farebbero proprio al caso mio. Provato persino il nuovo discount di Via Flaminia, invece del solito supermarket bio (La Capra Rampante, Via Donatello, ci siamo trasferiti proprio il giorno in cui ha aperto), visto che fidanzato non poteva credere che avessero messo un discount sulla stessa via in cui abita lui (poco importa che sia la via consolare che collega Roma a Rimini): se n’e’ accorto alla cassa dovendo pagare 23 euro per spesa settimanale, “ora capisco come fa la gente a spendere 200 euro al mese e avere frigo pieno”, ha detto, poi al ritorno in un momento di debolezza voleva buttare tutto in un cassonetto.

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Sabato 21 gennaio 2012. Giornata di nebbia al mattino, poi sole, ma immagino torni la nebbia in serata, del resto il Quartiere Flaminio sta benissimo con la nebbia e, non fosse per il Tevere e per certe trattorie vecchie e unte tipiche romane, sembrerebbe davvero Milano (temperatura 3 gradi alle 8, dice app dell’Iphone; umidita’ del 100%). Programmi per la giornata: andare in giro in bicicletta con bambina visto che suo padre oggi ha il tee time alle dodici passate (leggi: rincasera’ non prima che sia calata la nebbia); non fosse cosi’ lontano potremmo approfittare della sua assenza per fare colazione al macrobiotico o alla casa delle donne, insomma in quei posti della sinistra illiberale che mi piacciono tanto; parentesi: non c’entra ma io adoro quella fotografia di Bersani che se ne sta da solo davanti a una birra bella fredda.

/ past