Giornata di sole. Sveglia ore 6:59 (puntualità di bambina due che si sveglia sempre un minuto prima delle sette). Breakfast con latte, pane integrale, marmellata di fragole preparata da nonna e fratello di amichetta di amiche di bambina uno (deliziosa!) e vari bicchieri di infuso alle erbe freddo (non chiedetemi quali, l’ho preso da Tiger, sono decine e decine). Seguono bagnetti, corsa nel corridoio per acchiappare bambina due, dibattito con bambina uno che vuole mettersi un vestito a maniche corte mentre sottoscritta suggerisce vivamente completo bianco pantaloncini e polo senza maniche (oggi, incredibilmente, vinto da me), quotidiani rimproveri a donna di servizio, sette minuti di allenamento, doccia, guardaroba (camicia lilla e smalto glow in the dark American Apparel, canottiera, cardigan di lino, pantaloni glicine e ballerine a pois Muji, borsa olandese di plastica intrecciata, bracciale all’uncinetto e occhiali da sole presi in saldo a dieci euro da Anthropologie), conversazione con papà di bambine, lavoro. Note. A proposito di battaglia estiva dei condizionatori tra criofili e criofobi vorrei dire la mia ovvero che molti pretesi criofili, che tanto mascolinamente si vantano di amare il freddo, accampando dunque questioni muscolari ed endocrine, spesso sono gli stessi orsacchiotti di peluche - se non per altro, per quanto sono imbacuccati - che d’inverno tengono la temperatura a mille; anzi, direi che ogni anno questi temerari, un bel giorno di primavera inoltrata, passano senza soluzione di continuità, e con esibito spregio di qualsiasi protocollo ambientalista, dal riscaldamento selvaggio al raffreddamento senza pietà.
@20 hours ago
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